|
- Alloggiamento o scanalatura Zona della riquadratura di un vano da vetrate in cui sia comunque creata una sede atta a ricevere una lastra o un pannello di vetro. La sua sezione deve assicurare un buon gioco perimetrale alla lastra, e avare profondità e larghezza adeguate alle dimensioni della lastra alla sua esposizione, ecc. (vedi capitolo "posa in opera"). - Anta Lastra in vetro temprato di adeguato spessore, mobile su cerniere, a comporre porta vetrata. generalmente di larghezza non inferiore ai 60/65 cm di altezza attorno ai 200/210 cm. - Antina La medesima, quando per le ridotte dimensioni non dà passaggio alle persone e serve, ad esempio, a chiusura di mobili, librerie, nicchie, ecc. - Argentatura Trattamento superficiale consistente nel rendere riflettente una lastra di vetro mediante deposizione su di una delle superfici di argento metallico, per precipitazione partendo dal nitrato d'argento. Nell'uso corrente, come specchio, la protezione degli agenti chimici e meccanici si ottiene mediante successiva ramatura e verniciatura finale o plasticatura. - Basso Emissivo Vetro float ricotto reso riflettente all'infrarosso lungo, mediante il deposito di metalli o di sali metallici semi-conduttori, ottenuto per pirolisi e per polverizzazione catodica. - Battuta La parte dell'alloggiamento contro la quale la lastra o il pannello da porre in opera deve essere fatta aderire (anche se con adeguata interposizione plastica); corrispondente nella generalità dei casi alla parte dell'alloggiamento, verso l'esterno. - Becco di civetta Bordo molato a quarto di cerchio per tutto lo spessore della lastra. - Bisello Bordo molato per 15 - 30 mm di larghezza e tale da formare un angolo di 7° 30' con la superficie della lastra. Il tipo sopra descritto è il più usato anche se vi sono innumerevoli varianti condizionate dall'angolo di esecuzione e dalla presenza o meno di ulteriori lavorazioni che si sovrappongono al bisello stesso. - Brewster (frange di) Effetto ottico che si verifica nelle vetrate isolanti quando si impiegano due lastre float che risultano di spessore pressoché uguale (differenza di 0,0038 - 0,0007 mm.). Consiste nella comparsa di frange colorate che si evidenziano per una visione angolata. Non costituiscono difetto in quanto non influiscono sulle prestazioni termiche e luminose della vetrata. Efficace abrasivo agglomerato in mole o usato in polvere, di varia granulometria. Viene usato per la lavorazione dei bordi del vetro (sgrezzatura del filo e loro finitura prima della lucidatura). - Cardine Con questo termine, improprio, viene definita in gergo vetrario l'apparecchiatura chiudi-porta (in genere pompa o altro) per il ritorno frenato delle ante di una porta temprata. L'applicazione, in genere a pavimento, viene anche adottata per porte a struttura metallica, vetrate. - Cerio (ossido di) Elemento chimico, metallo. Il suo ossido (CeO2) ridotto in polvere finissima, usato in sospensione in acqua, e applicato con feltri o mollette (a mano o a macchina) esercita un notevole potere abrasivo consentendo riparazioni localizzate per graffi o piccole incisioni sulle lastre. Termine originale inglese che definisce il deposito superficiale metallico o di ossidi metallici, applicato, con tecniche diverse, sul vetro di base per aumentarne le caratteristiche prestazionali nei confronti di luce e di calore. - Colato (vetro) Per vetro colato si intende un vetro piano, traslucido, ottenuto per colata continua da un forno a bacino, mediante laminazione. In occasione di questa operazione può essere impressa, a disegno, una o entrambe le facce della lastra, ottenendo un vetro "stampato". Termine entrato impropriamente nell'uso e adottato per indicare lastre piane trasparenti a facce parallele, sia nel tipo incolore che variamente colorato, di qualità molto elevata (in ideale contrapposizione al vetro tirato). Il termie indica un particolare tipo di vetro con alto tenore di piombo, e quindi di notevole peso specifico, che per la sua brillantezza, lavorabilità e purezza è utilizzato per realizzare bicchieri, calici e altro, dalla ben nota "sonorità". - Curtain - Wall Termine originale inglese che definisce la facciata continua alluminio/vetro utilizzata come chiusura di facciata di un edificio (facciata leggera). Sostanza che può essere allungata a temperatura ambiente di almeno il doppio della sua lunghezza originale dopo essere stata tesa e quindi, rilasciata, ritorna circa alla sua lunghezza originale in breve tempo. La sua valenza è quella di mantenere invariata, con il variare della temperatura, la caratteristica di elasticità. Comprende in genere sia la superficie dello spessore di una lastra sia gli spigoli che detta ridottissima superficie ha in comune con le altre ben maggiori superfici della lastra. E' variamente trattato, dopo il taglio, a seconda degli usi a cui la lastra è destinata: Termine per definire il sottile strato, applicabile con tecniche diverse, necessario per "oscurare" o colorare la lastra in vetro da inserire nel pannello sottofinestra. Sistema di chiusura della zona aperta dell'edificio, necessaria per la penetrazione della luce. la finestratura è composta da vari moduli vetrati che possono essere fissi o apribili. Letteralmente "vetro-flottato": procedimento fabbricativo secondo il quale il vetro fuso galleggia su di un bagno di stagno fuso per trasformarsi in lastra piana. La più diffusa tecnologia fabbricativa mondiale. Costruzione, in genere a bacino, in cui sia messa a fondere una miscela vetrifiabile. Ogni tipo di tecnologia vuole forni con caratteristiche diverse; si valutano in termini di capacità e ve sono poche T/gg sino a 400 e 600 T/gg. In genere, schematicamente consistono di: In teoria qualsiasi parte in cui si divide una lastra, in occasione della sua rottura. In pratica vengono indicati con questo termine i pezzettini in cui si frantuma una lastra temprata quando si rompe. - Gioco (perimetrale) E' lo spazio che deve essere lasciato tra il filo della lastra e il profilo del suo alloggiamento nel telaio per evitare contatti anche occasionali che facciano ripercuotere sulla lastra sollecitazioni (deformazioni meccaniche, dilatazioni termiche, ecc.) della struttura portante e/o del telaio. E' in questo spazio che vengono inseriti i tasselli: d'appoggio, periferici e spaziatori. - Intercalare Per esigenze di trasporto e stoccaggio, fra le lastre di vetro si adotta un intercalare che assicuri la protezione delle superfici. Si usano stecchine in legno, fogli e strisce di carta, cartone, come pure polveri varie, quali polvere di noce di cocco o di plastica finemente macinata. - Intercapedine In gergo vetrario indica lo spazio racchiuso tra le lastre, che compongono una vetrata isolante, opportunamente distanziate fra loro con appositi elementi preformati o estrusi al momento, in metallo o plastica. Lo spessore dell'intercapedine è quello che assicura alla vetrata isolante la sua "resistenza termica", solo marginalmente influenzata dallo spessore delle lastre che la delimitano. Normalmente per evitare fenomeni di condensa, racchiude aria disidratata. L'inserimento di particolari miscele gassose nell'intercapedine, in luogo dell'aria disidratata, migliora le caratteristiche di resistenza termica, a parità di spessore. - Iridescenza Su di una lastra di vetro, in condizioni ambientali del tutto particolari, sottoposta a successive bagnature e asciugature, specie per condensa, può avere inizio una migrazione degli ioni di sodio dall'interno verso le superfici della lastra con "efflorescenza" di soda. La prima avvisaglia di un processo di questo tipo è l'apparire sulla superficie della lastra di chiazze che appaiono iridescenti. - Laccatura Sistema di opacizzazione e coloritura che consiste nell'applicare a freddo una velatura di lacche poliuretaniche sulla superficie della lastra. - Lastra (di vetro) Lastra ottenuta dal nastro di vetro, smarginato e tagliato. - Listello (fermavetro) E' la parte del serramento che può essere asportata e che serve ad assicurare la lastra o il pannello di vetro nel suo alloggiamento, contro la battuta. Metallico o in legno può essere avvitato o a incastro (nel tipo a scatto è più frequentemente usato nei serramenti in alluminio). Vetro piano trasparente chiaro o colorato con le superfici trasparenti. E' detto così in contrapposizione al vetro traslucido greggio o stampato. Effetto ottico che in particolari condizioni di illuminazione o di angolazione rende avvertibile un disegno a macchie colorate, generalmente rotondeggianti. la forma, l'estensione e l'intensità di tali macchie, molto ben visibili quando la lastra sia esaminata in luce polarizzata rettilinea, dipendono dalle modalità tecnologiche del processo di tempra. La loro presenza è considerata accertamento indiziario non probatorio dell'avvenuta tempra, in ogni caso non ritenuta un difetto della lastra. - Magnetronico Vetro float ricotto o temprato reso riflettente o basso emissivo per Polverizzazione catodica in campo magnetico sotto vuoto spinto. - Martellatura Quando un vetro colato viene prodotto con due cilindri lisci le superfici che si ottengono sono "martellate", cioè assomigliano a quelle di una lastra metallica tratta appunto con il martello. Spesso però per vetro martellato si intende genericamente un vetro colato, stampato, di cui non si indica più esattamente il disegno. Per lavorare in vario modo gli spigoli e i fili delle lastre, si usano, oltre ai noti nastri abrasivi, anche mole in pietra naturale o artificiale (ottenute per aggregazione) e più recentemente mole diamantate. Queste ultime sono in genere dei supporti metallici con una intaccatura circolare periferica "a gola", costellata di diamantini industriali, che agisce sulla lastra in corrispondenza del suo spessore e toglie prima il tagliente agli spigoli e poi li arrotonda. Mole diverse hanno diversi gradi di finitura. Differenti sagomature o disposizioni di mole possono dare origine a molature che interessano anche il bordo della lastra. - Newton (anelli di) Effetto ottico che si verifica nelle vetrate isolanti, quando le due lastre si toccano o sono molto vicine in un punto. Consiste nella comparsa di una serie di anelli colorati circolari o ellittici, il cui centro si trova nel punto di contatto o quasi contatto delle due lastre. Costituisce difetto. - Opacizzante Materiale di diversa composizione necessario a realizzare lo strato coprente che "oscura" o colora la lastra di vetro da utilizzare nel pannello sottofinestra. - Opacizzazione Risultato dell'applicazione di un determinato opacizzante sulla lastra di vetro, legato a precise tecniche di deposizione. - Parafuoco o Parafiamma Nelle costruzioni civili e industriali spesso si ha la necessità di realizzare, per problemi di sicurezza strutture parafuoco. Poiché in dette strutture si può essere costretti a inserire elementi vetrari, o questi ultimi si possono comunque trovare ad essere parte integrante di una "barriera" al propagarsi del fuoco, si è proceduto a una valutazione dei diversi vetri in funzione del loro co0mportamento al fuoco. - Pirolisi Processo a caldo per rendere riflettenti o basso emissive le lastre di vetro; consiste nello spruzzare degli ossidi o sali metallici sulla superficie della lastra alla temperatura di 400-650 °C in modo tale che il deposito si possa legare intimamente con il vetro e insieme a raffreddarsi. - Pirolitico Vetro ricotto o temprato reso riflettente o basso emissivo per pirolisi. - Polverizzazione catodica Processo a freddo per rendere riflettenti e/o basso emissivi i vetri ricotti o temprati: consiste nell'applicare un deposito di metalli e/o di ossidi metallici sulla superficie dei vetri per polverizzazione catodica sotto vuoto spinto. - Pomice Materia vulcanica effusiva, grigia, porosa, leggera e ruvida al tatto che ridotta in polvere di adeguata granulometria, serve per la lucidatura dei fili delle lastre di vetro. - Rete E' costituita da un intreccio di fili metallici, in passato ritorti e ora saldati elettricamente fra loro, a delimitare maglie in genere da 1/2; viene inserita nel vetro greggio per consentirgli di trattenere gli eventuali frammenti, conseguenti ad una rottura accidentale. - Ricottura E' voce di gergo, presa a prestito dal gergo della ceramica, con la quale si indica il processo di lento raffreddamento cui si sottopongono le lastre (e gli oggetti di vetro in genere) per consentire di ottenere un annullamento, il più completo possibile, delle loro tensioni interne residue al loro processo fabbricativo. Vetro ben ricotto è quindi sinonimo di vetro scevro da tensioni, di conseguenza facilmente tagliabile e lavorabile. - Riflessione diffusa Parte del flusso luminoso che viene riflesso in tutte le direzioni in seguito al contatto con superfici non speculari. - Riflessione diretta Parte del flusso primario dell'irraggiamento che viene riflesso direttamente da una superficie speculare con un angolo pari a quello formato dall'incidenza del flusso stesso. - Riflessione luminosa Definizione globale del fenomeno ottico riguardante la parte di luce riflessa da qualunque elemento e superficie. - Riflettente Vetro che riflette verso l'esterno una quota percentuale importante di luce ed energia solare. Si ottiene con un deposito molecolare di ossidi metallici, metalli o leghe varie, sulla superficie di vetro float (chiaro o colorato) per pirolosi o polverizzazione catodica o magnetronica. - Sabbiatura Vetro che riflette verso l'esterno una quota percentuale importante di luce e energia solare. Si ottiene con un deposito molecolare di ossidi metallici, metalli o leghe varie, sulla superficie di vetro float (chiaro o colorato), per pirolosi o polverizzazione catodica o magnetronica. Il trattamento chimico affidato all'acido fuoridrico per rendere traslucida la superficie della lastra. L'effetto è fine e gradevole; l'incisione omogenea e accurata si presta molto bene per decorazioni artictiche delicate. - Serigrafia procedimento largamente usato in vari campi per decorare con disegni, scritte, ecc., superfici anche curve con inchiostri, smalti vernici a fini artistici o funzionali. Con adatte tecniche di riproduzione fotografica si realizza un telaio, detto serigrafico, che riporta il disegno da riprodurre sulla lastra di vetro. - Shock termico Si ha lo shock termico (rottura) se la lastra, durante la sua fabbricazione o nel corso delle lavorazioni successive è esposta a brusco raffreddamento, partendo da una temperatura notevolmente superiore a quella ambientale, tale da sovvertire l'equilibrio tensionale interno alla lastra stessa. - Sigillanti Prodotti elastoplastici impiegati per sigillare i "giochi" delle scanalature, vincolare le lastre al telaio e inibire le infiltrazioni di aria, polveri, acqua piovana o di condensazione. - Siliconatura Sigillatura molto diffusa ed efficace attuata con mastice a base di silicone che polimerizza entro poche ore dalla posa. - Smaltatura Tecnica di smaltatura a caldo mediante l'uso di pigmenti ceramici depositati sulla lastra e fissati a temperatura di tempra sul vetro. - Smusso Lo spigolo di una lastra può essere trattato con abrasivi sino a smussarlo a fini tecnici o estetici. Il piano inclinato ottenuto, che può essere lucidato, serve per l'attestatura di due lastre poste su piani verticali con apertura angolare da circa 45° a 180°. - Spigolo Filo tagliente che si forma ai bordi della lastra in conseguenza dell'incisione e spezzatura del vetro. - Stampato Meglio indicato come "vetro colato". per vetro stampato si intende un vetro piano ottenuto per colata e successiva laminazione, nel corso della quale una o ambedue le facce del vetro sono state impresse con disegni o motivi ornamentali. - Stiva Sta a indicare un pacco composto da un certo numero di lastre, uguali fra loro, poste insieme, le une sulle altre, su di uno scaffale (mobile o fisso) in posizione subverticale, con inclinazione di pochi gradi. la loro composizione varia in funzione di: misure, spessore, peso, qualità, destinazione, ecc. - Stratificato Per vetro stratificato si intende l'unione di due o più lastre di vetro ottenuta mediante l'interposizione di uno o più fogli di materiale plastico in apposito impianto, sotto l'azione combinata di calore e pressione. termine originale inglese che definisce la facciata continua strutturale. Facciata continua nella quale soltanto i vetri risultano in vista, "incollati" alle retrostanti intelaiature (invisibili all'esterno). Sigillante speciale a forte tenuta e durata adatto all'incollaggio dei vetri sul reticolo delle facciate strutturali. Il procedimento di tempra può portare a deformazioni delle lastre, normalmente contenute nei valori universalmente stabiliti come accettabili e compatibili con l'utilizzazione del prodotto. tali deformazioni, che interessano il piano corrispondente della superficie della lastra, sono dette di "svergolatura" quando, ad esempio, uno dei quattro angoli della lastra si discosta dal piano teorico in cui giace la lastra stessa o dal piano reale di riscontro sul quale si pone. Incavo o rientranza eseguita sulla lastra per l'inserimento di accessori metallici con compiti funzionali. -di appoggio - Tempra Processo termico mediante il quale si inducono particolari tensioni in una lastra di vetro, allo scopo di elevare le caratteristiche di resistenza alla flessione e allo shock termico. La lastra, già tagliata a misura, con gli spigoli lavorati almeno a filo greggio, con fori e tacche, viene sospesa mediante apposite pinze metalliche a un telaio per l'introduzione in formo elettrico (tempra verticale). nella tempra orizzontale la lastra è introdotta nel forno da un trasportatore a rulli su cui viene adagiata. Al raggiungimento di una certa temperatura prossima al rammollimento, quindi priva di alcuna tensione, la lastra è estratta dal forno e bruscamente raffreddata. Le tensioni indotte da questa azione, risultano di trazione all'interno e di compressione allo strato superficiale delle lastre. Da qui la maggiore resistenza alla flessione. La lastra temprata quando si rompe si riduce in minuti frammenti non taglienti; per questo motivo viene considerata di sicurezza contro il rischio di gravi ferite alle persone. - Traslucido Dicesi di vetro che trasmette la luce ma non le immagini, pur lasciando intravedere i contorni degli oggetti o delle persone. |